IN UNA PAROLA, RITRATTO TUO DI ME

Una classe formata da una ventina di esseri umani più o meno ventenni provenienti da diverse città.
“In una parola, ritratto tuo di me” è la sezione che offrirà una prospettiva orizzontale e speculare di identità personali.
Ciascun ritratto è bipartito.
La prima parte descrive in risposte lapidarie in una parola.
La seconda parte affida la parola all’altro.
L’inizio delle lezioni ha contribuito a definire e ridefinire concetti, ha mostrato come nella cultura si celi un alone immateriale dato dalla capacità di guardare le cose e trovarvi l’idea senza inventare nulla, semplicemente scoperchiandola, svelandola.
Talvolta le idee sono già manifeste, quello che cambia è lo sguardo con cui le si fotografa e, conseguentemente, tramuta in evento.
Per vedere meglio occorre conoscere le componenti dello spazio e del tempo in cui ci muoviamo per poterne costruire la mappa. Ambienti, contesti; territori, città. Ma prima di guardare fuori bisogna guardare dentro e appena intorno, per sapersi raffigurare in questa mappa.
Questi ritratti sono un esercizio di descrizione del dentro “in una parola”; e di descrizione di quanto è appena intorno, tramite una breve narrazione di una compagno che occupa lo spazio circostante dell’aula.
Come si è fatti fisicamente è visibile a tutti reciprocamente. Qui, l’esercizio sta nel condire peculiarità fisiche con dettagli soggettivi da cogliere in una persona che è stata affidata a ciascuno e cui si restituirà un nuovo sguardo su se stessa.
Un ritratto al giorno, da oggi fino ai prossimi 19 giorni.
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camilla ferroni (1) camilla ferroni