PROJECT WORK 2017| Track 1 – The Tools’ Dance

Ogni anno il MEC | Master Eventi Culturali dedica l’ultima parte dell’attività d’aula alla realizzazione del Project Work.

Gli studenti, guidati da coordinatori e docenti e organizzati in team di lavoro, si sono confrontati con la messa in pratica degli strumenti e delle teorie necessarie alla progettazione e alla successiva realizzazione di due eventi culturali: The Tools’ Dance e Guerrilla.

Due gruppi della classe 2016/17, coadiuvati da Martina Angelotti, hanno immaginato la progettazione di The Tools’ Dance Exhibition, ispirato ad un progetto di Nino Angiuli che al momento sta lavorando in residenza a Careof per la realizzazione di una performance collettiva che avrà luogo alla Fabbrica del Vapore l’11 luglio.

The Tools’ Dance è supportato da MigrArti 2017 – MiBACT

La progettazione immaginata prevede una personale dell’artista Nico Angiuli, The Tools’ Dance – Exhibition, prevede l’esposizione dei video realizzati attorno al tema dell’agricoltura e ai gesti ad essa connessa. Per la prima volta, negli spazi di Careof, verranno mostrati quattro video, risultato di una ricerca artistica relativa al gesto agricolo: The Rice Gestures e The Gestures of Vineyards, The Olive’s Gestures e The Tobaccos’ Gestures.

La mostra si compone di diverse opere e tipologie di allestimento e occupa il doppio spazio espositivo di Careof.  L’esibizione è l’occasione per inquadrare la ricerca di Nino Angiuli e anticipare The Tools’ Dance – Collective Performance, progetto performativo che avrà luogo nel piazzale della Fabbrica del Vapore il 13 luglio 2017 in collaborazione con l’associazione culturale e compagnia di danza contemporanea Ariella Vidach – AiEP.

The Tools’ Dance nasce come progetto di ricerca volto alla costituzione di un video archivio di gesti agricoli che indaga l’automazione del lavoro nell’agricoltura. Il progetto, iniziato nel 2012, ha coinvolto in laboratori temporanei comunità di migranti e di agricoltori locali, produttori di macchinari agricoli, coltivatori, danzatori e coreografi, docenti, sindacalisti e studiosi nella costruzione di una mappa gestuale legata alla coltivazione di materie prime di provenienza extra europea in Occidente. Il gesto legato alla ritualità della coltivazione nei campi, rappresenta un forte modello di cultura sociale. Abbandonare la zappa per guidare il trattore non implica solo una modifica della postura del corpo umano. La macchina, infatti, nel suo significato innovativo e positivista, attiva cambiamenti morfologici del territorio che influenzano nuove dinamiche sociali. Per ogni tipologia di coltivazione (dal cotone al caffè) emergono infatti specifiche tematiche: la meccanizzazione del corpo e la perdita della memoria gestuale; il ruolo dei migranti nella società del lavoro; il singolo gesto del lavoratore in relazione all’ideologia e al potere; il lavoro come strumento di propaganda; l’uomo macchina; il lavoro come principale strumento di sviluppo collettivo e individuale. Sono queste le riflessioni alla base del progetto espositivo e della conseguente performance teatrale messa in scena attraverso un laboratorio che coinvolge svariati soggetti della comunità di migranti di Milano operanti a livello nazionale.

 

A cura di 
Mariagiulia Leuzzi
Gioia Rossi
Sara Tagliani
Alice Dimartino
Chiara Graziola
Carola Lavagna

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