POLO DEL ‘900 | Alessandro Bollo è il nuovo direttore

 

Il Polo del ‘900 ha il suo direttore. È Alessandro Bollo, laureato in Economia e Commercio, esperto di management e progettazione culturale, co-fondatore della Fondazione Fitzcarraldo,  docente di marketing della cultura al MEC | Master Eventi Culturali.

Si è concluso ieri l’iter di selezione del direttore della Fondazione Polo del ‘900.

Dopo la prima scrematura che aveva passato al vaglio circa 40 candidati e portato alla compilazione di una shortlist di cinque nomi, è arrivato il verdetto che affida ad Alessandro Bollo la nomina di direttore del Polo del ‘900. Il mandato durerà tre anni e coinvolgerà un campo di azione prevalentemente gestionale. Non un semplice curatore, dunque, ma un manager della cultura preposto alla implementazione e offerta di servizi.

Coprogettato e sostenuto da Compagnia di San Paolo, Comune di Torino e Regione Piemonte, il Polo del ‘900 è un centro culturale aperto alla cittadinanza e rivolto soprattutto alle giovani generazioni e ai nuovi cittadini.

Grazie alla ricchezza di fonti documentarie e alla pluralità delle esperienze e delle competenze di valorizzazione e ricerca dei diversi Istituti culturali coinvolti nel progetto, il Polo è contenitore e attore di attività e iniziative culturali capaci di far dialogare memoria e attualità.

Occupando oltre 8.000 mq di superficie dei Quartieri Militari juvarriani di Torino, il Polo ospita un museo, una mostra  permanente (Torino 1938-1948), una biblioteca con due sale lettura, uno spazio polivalente per eventi, mostre temporanee e performance, tre aule per la didattica, un’area per i bambini, sale conferenze, un minicinema, 300.000 monografie, 28.000 audiovisivi, 127.600 fotografie, 19 enti che hanno scelto di esserne parte.

La sfida per Bollo è quella di rendere il Polo una scena contemporanea protesa alla costruzione di una coscienza culturale, in grado di avviare uno processo di stimolo alla conoscenza, di favorire la germinazione di nuove opportunità di condivisione, di render la cultura l’ humus per la crescita di competenze sociali, personali, economiche in grado di modificare sguardi, identità, attitudini.

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