LE CITTA’ IN SCENA| Capitali Italiane della Cultura – intervista a Paola Nobile

Paola Nobile, fondatrice di Delos e ospite a Master Open 2017, illustra in un’intervista rilasciata per MEC |Master Eventi Culturali gli aspetti peculiari della gestione dell’Ufficio Stampa per le Capitali Italiane della Cultura.CapitaleItalianaCultura2017

Dal punto di vista organizzativo, le Capitali italiane della Cultura hanno una complessità in termini di progettazione sia per quel che riguarda la dimensione temporale (durano un anno intero), sia in termini di eterogeneità della programmazione. Questa complessità, nella gestione dell’Ufficio Stampa, cosa comporta?

Innanzitutto comporta il riuscire ad armonizzare il lavoro di una squadra in quanto l’ufficio stampa deve interfacciarsi con un sistema complesso tanto pubblico che privato. La dimensione pubblica è data dalla relazione con il Comune della città capitale. Qui la gestione prevede la cura di una serie di legami con la stampa locale. La nostra scelta è sempre quella di lasciare una autonomia, non interferire ma supportare la comunicazione. Per Pistoia 2017, ad esempio, abbiamo messo a disposizione un ausilio concreto nell’offerta della nostra esperienza in ambito redazionale. L’ambito privato, invece, è dato da tutte quelle realtà che nelle Capitali della Cultura trovano una opportunità di visibilità ma che non godono di grandi capacità in ambito comunicativo. In questo caso il compito dell’ufficio stampa è quello di affiancamento.

Un altro elemento di gestione della complessità è legata all’offerta culturale proposta dalla Capitale. In tal caso, la nostra linea guida è quella di esaltare gli obiettivi principali del progetto di candidatura incentrando i contenuti della stampa sui grandi temi del dossier (rigenerazione urbana, valorizzazione della tradizione..). Per riuscire in tal senso si compie un’azione di sensibilizzazione dei media per attirare flussi di visitatori attraverso eventi e percorsi di valorizzazione architettonica. Per Mantova, ad esempio, ogni evento era declinato in modo da avere un legame funzionale rispetto al patrimonio architettonico.

La gestione dei giornalisti nazionali e turistici è altro elemento di complessità. I giornalisti, soprattutto quelli in trasferta, devono vivere un’esperienza piacevole per far sì che ricevano un feedback positivo e della città riportino la positività. Dunque, tutto è importante, dai transfert alle accomodation, dalle guide alla sensibilizzazione dei responsabili del front-office. Occorre intessere dei ricami per tenere insieme un ordito che un solo granello potrebbe sfigurare. La chiave per armonizzare la complessità in campo è creare delle alleanze.

Le principali differenze, fra Mantova e Pistoia, nella gestione dell’ufficio stampa?

Credo che la sostanziale differenza dipenda dal fatto che Pistoia è meno conosciuta, è oscurata da altri poli urbani quali Firenze, Lucca, Pisa. Quindi, abbiamo una forte richiesta da parte di giornalisti turistici con una conseguente maggiore attenzione nella gestione di questa porzione di stampa.

 

Compito dell’Ufficio Stampa è gestire e governare le informazioni per ottenere la più alta visibilità possibile. Dovesse tracciare un ritratto di Pistoia 2017 sulla base dell’offerta culturale del dossier di candidatura ma come fosse la città stessa a parlare, come in una sorta di prosopopea urbana, come la descriverebbe?

È una città discreta, delicata come fosse un uovo, racchiude dei tesori. Non intende attirare un turismo di massa ma di qualità, un turismo slow, fatto di emozioni soft. È una città scrigno, è fuori dalle mete usuali ma è ricca di eccellenze. Sulla sua piazza si affacciano e racchiudono l’aspetto pubblico, economico ed ecclesiastico. Vi è una forte attenzione all’urbanistica ( Festival Leggere la città), all’antropologia (Festival dell’uomo), al vivaismo.

Le capitali si susseguono velocemente: un anno dopo l’altro, l’una cede il posto all’altra. Seguono il flusso frenetico del processo dell’informazione odierna ma il passaggio alla nuova Capitale comporta il totale spegnimento in termini di spotlight informativo?

Sì, i riflettori si spengono perché si accendono su un’altra città. Spetta però a ogni Capitale il compito di non disperdere quanto costruito. Ad esempio, Mantova quest’anno è Capitale dell’enogastronomia e metterà a sistema l’esperienza dell’anno passato nel far parlare di sé. Pistoia, l’anno prossimo si candiderà come Capitale Europea del Verde e sicuramente il biglietto da visita sarà il suo operato in questo anno da Capitale italiana della Cultura. In ogni caso, il titolo di Capitale italiana della Cultura è funzionale ad incrementare l’orgoglio e il senso di comunità. Questo, di per sé, favorisce il prolungamento della visibilità di una città che è fatta della sua gente che opera per la città stessa.

 

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