DI UOMINI E DI BESTIE | Recensione dello spettacolo di Emma Dante

Emma Dante mette in scena il corpo degli attori in una narrazione che riporta alle origini dell’umanità. Il racconto di Michelangiola Barbieri, allieva del Master MEC edizione 2016/17.

BESTIE DI SCENA  (in programmazione al Teatro Strehler dal 28 Febbraio al 19 Marzo) rappresenta un traguardo nella carriera della regista Emma Dante il cui tema fondamentale, come intuibile dal titolo, è la condizione dell’attore.

Fin dall’ingresso in sala gli attori sono presenti: accolgono il pubblico occupando la scena e, a luci ancora accese, vengono “esibiti” nel riscaldamento che precede normalmente l’inizio dello spettacolo. Tuttavia, invece di indossare i costumi, come usualmente avverrebbe, una volta asciugatisi il sudore, lasciano cadere fuori dalla scena i comodi abiti da training, abbandonandoli ai piedi degli spettatori alle prime file e restando totalmente spogliati innanzi al pubblico.

Messi letteralmente a nudo, come marionette reagiscono, quasi meccanicamente, agli stimoli esterni, interagendo con gli oggetti che vengono inseriti in scena, “proposti” da mani invisibili, e dimostrandosi disponibili strumenti nelle mani della regista: si riuniscono in branco, provano vergogna e si coprono a vicenda, razionano l’acqua, si lavano, recuperano i feriti e si aiutano in situazioni di difficoltà. In questo gruppo ognuno si trova a ricoprire un ruolo preciso che viene determinato da un oggetto o un suono che non solo attiva l’attore preposto, ma lo guida nell’azione teatrale.

Durante il corso dello spettacolo si può assistere alla continua alternanza di comportamenti umani ad altri tipicamente animali, momenti in cui ogni personaggio agisce da solo o in coppia, ad altri in cui vediamo questi corpi nudi muoversi all’unisono, stretti tra loro ed in perfetta sincronia, fino a formare un’unica creatura che respira e si muove nello spazio completamente vuoto. Elemento di forza risulta infatti la totale assenza di scenografia e costumi, che permettono all’occhio di riempirsi della nudità degli attori, inseguendoli in giochi di luci ed ombre che si alternano sul palco allo stesso modo di rumore e silenzio, dato che, eccezion fatta per le rare parole pressoché incomprensibili che i personaggi si scambiano e un brano musicale, lo spettacolo è stato privato quasi totalmente anche della componente uditiva.

Eppure nonostante questo lavoro di pulizia e cesellatura che hanno ridotto “all’osso” lo spettacolo, Bestie di Scena è un’esperienza che offre al pubblico spazi di riflessione molto ampi: la nudità che viene mostrata richiama la creazione dell’uomo, la cacciata dal paradiso terrestre e la vergogna di Adamo ed Eva così come Masaccio l’ha raffigurata nella sua cruda primordialità, mostrando le virtù e i limiti che ci contraddistinguono. La nudità, che passa attraverso la privazione di vestiti, oggetti e linguaggio che nella società utilizziamo per autoconferirci uno status, risulta de-umanizzante, riportando lo spettatore ad un circo di fiere che si esibiscono in libertà, un’arena in cui non si combatte per la vittoria, ma nella quale si può raggiungere la consapevolezza e l’accettazione dell’essenza della nostra umanità e del nostro essere creature fragili, semplici, smarrite ma pur sempre portatrici di dignità. Così infine si riconsegnano al pubblico gli attori, consci del proprio ruolo sul palco e nel mondo.

Come afferma la regista, Bestie di Scena è uno spettacolo sul teatro ma racconta della vita, poiché il teatro è specchio della realtà e dell’esistenza.

Michelangiola Barbieri

BESTIE DI SCENA

regia Emma Dante
con Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Viola Carinci, Italia Carroccio, Davide Celona, Sabino Civilleri, Alessandra Fazzino, Roberto Galbo, Carmine Maringola, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi, Daniele Savarino, Stephanie Taillandier, Emilia Verginelli

Daniela Macaluso, Gabriele Gugliara
elementi scenici e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro

assistente di produzione Daniela Gusmano
coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo, Festival d’Avignon
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma